ISEE corrente: cos'è, chi può richiederlo e quando conviene davvero
L'ISEE corrente sostituisce i redditi di due anni fa con quelli degli ultimi mesi, ma solo a determinate condizioni: perdita o riduzione del lavoro, oppure un calo del reddito superiore al 25%. Vale sei mesi, richiede un ISEE ordinario in corso di validità e dal 2022 permette di aggiornare anche il patrimonio. Quando produce un vantaggio e quando è tempo perso.
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Cos'è l'ISEE corrente e quando conviene richiederlo
L'ISEE ordinario fotografa i redditi di due anni prima. L'ISEE corrente serve a sostituire quella fotografia con una più recente, riferita agli ultimi mesi, quando la situazione economica del nucleo è peggiorata. Non è un ISEE alternativo che si può chiedere a piacere: l'accesso è consentito solo in presenza di eventi tipizzati dalla norma, e il risultato non è sempre più basso di quello ordinario.
Serve un ISEE ordinario già in corso di validità. L'ISEE corrente non lo sostituisce come documento base: lo aggiorna.
Quando si può chiedere
Le condizioni sono due famiglie di casi, e ne basta una.
Variazione della situazione lavorativa di almeno un componente del nucleo, nei dodici mesi precedenti:
| Tipo di lavoratore | Evento che dà accesso |
|---|---|
| Dipendente a tempo indeterminato | Risoluzione, sospensione o riduzione dell'attività lavorativa |
| Dipendente a tempo determinato o con contratto atipico | Cessazione del rapporto, con assenza di occupazione da almeno 120 giorni |
| Lavoratore autonomo | Cessazione dell'attività, con assenza di occupazione da almeno 120 giorni |
| Titolare di trattamento previdenziale o assistenziale | Interruzione o riduzione del trattamento |
Variazione del reddito superiore al 25%: quando l'indicatore della situazione reddituale corrente risulta inferiore di oltre un quarto rispetto a quello dell'ISEE ordinario in corso di validità.
Per la sola componente patrimoniale esiste una terza porta, aperta nel 2022: si può aggiornare il patrimonio quando quello riferito all'ultimo 31 dicembre è inferiore di oltre il 20% rispetto a quello usato nell'ISEE ordinario.
Che periodo guarda
| Componente | ISEE ordinario | ISEE corrente |
|---|---|---|
| Reddito | Anno n-2 | Ultimi 12 mesi, oppure ultimi 2 mesi rapportati all'anno in caso di variazione lavorativa |
| Trattamenti INPS | Anno n-2 | Erogati al momento della presentazione |
| Patrimonio | Al 31 dicembre dell'anno n-2 | Al 31 dicembre dell'anno precedente, se aggiornato |
| Nucleo familiare | Alla presentazione della DSU | Lo stesso dell'ISEE ordinario |
La scelta fra i 12 mesi e i 2 mesi non è libera. I due mesi si usano quando c'è stata una variazione della situazione lavorativa, e in quel caso il reddito del periodo è moltiplicato per sei. È il meccanismo che rende l'ISEE corrente utile subito dopo un licenziamento, senza aspettare la fine dell'anno.
Quanto vale
L'ISEE corrente ha validità di sei mesi dalla data di presentazione della DSU. Il termine si accorcia se cambia di nuovo qualcosa: in caso di variazione della situazione lavorativa o dei trattamenti ricevuti, va aggiornato entro due mesi dalla variazione.
Alla scadenza torna valido l'ISEE ordinario, se non è nel frattempo scaduto anche quello il 31 dicembre.
Quando conviene e quando no
Conviene nei casi in cui il reddito è crollato e il patrimonio è modesto. Un licenziamento a gennaio, un'attività autonoma chiusa, una riduzione dell'orario: sono le situazioni in cui l'indicatore ordinario descrive una capacità economica che il nucleo non ha più, e il corrente la riallinea.
Non conviene in tre situazioni ricorrenti.
Quando il peso è patrimoniale, non reddituale. Se l'ISEE ordinario è alto per via di immobili o di risparmi, aggiornare i soli redditi sposta poco. Il patrimonio incide per il 20% del suo valore, e se non è diminuito di oltre il 20% non può essere aggiornato.
Quando l'indennità sostituisce il reddito perso. La NASpI e gli altri trattamenti erogati dall'INPS entrano nel calcolo del reddito corrente. Un dipendente licenziato che percepisce la disoccupazione vede una riduzione, non un azzeramento.
Quando la prestazione ha già una soglia lontana. Se l'ISEE ordinario è 22.000 € e la soglia della prestazione è 9.360 €, una riduzione del 30% non basta a entrare nella fascia. Vale la pena fare il conto prima di presentare la DSU.
Come si presenta
- Verifica di avere un ISEE ordinario valido. Senza attestazione ordinaria in corso di validità la DSU corrente non è ricevibile.
- Raccogli la prova dell'evento. Lettera di licenziamento, comunicazione di cessazione, cessazione della partita IVA, provvedimento di sospensione, comunicazione di riduzione dell'orario.
- Ricostruisci i redditi del periodo. Buste paga degli ultimi mesi, corrispettivi dell'attività autonoma, certificazioni dei trattamenti ricevuti.
- Presenta il modulo DSU dedicato, sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un CAF. Il modulo è un'integrazione della DSU ordinaria, non una dichiarazione autonoma.
- Comunica il nuovo ISEE all'ente erogatore. Il valore non si propaga da solo su tutte le domande già presentate: molte prestazioni richiedono un'istanza di ricalcolo.
L'ultimo passaggio è quello che viene saltato più spesso. Un ISEE corrente rilasciato e mai comunicato non produce alcun effetto sull'agevolazione in corso.
Cosa cambia sulle prestazioni più comuni
| Prestazione | Effetto di un ISEE corrente più basso |
|---|---|
| Assegno unico e universale per i figli | Importo mensile ricalcolato dalla mensilità successiva alla presentazione |
| Bonus sociale per luce, gas e acqua | Applicato automaticamente in bolletta sulla base dell'ISEE valido trasmesso al sistema |
| Agevolazioni universitarie | Dipendono dal bando dell'ente per il diritto allo studio, che fissa termini propri |
| Prestazioni comunali | Richiedono in genere una nuova domanda o un'istanza di revisione |
Sull'assegno unico l'effetto non è retroattivo: il ricalcolo decorre dalla presentazione, non dal mese in cui è avvenuta la perdita del lavoro. Presentare in ritardo costa mensilità.
Domande frequenti
L'ISEE corrente sostituisce quello ordinario? No. Lo affianca per sei mesi. L'ordinario resta il documento di base e torna operativo alla scadenza del corrente.
Si può chiedere senza aver perso il lavoro? Sì, se il reddito del nucleo è calato di oltre il 25% rispetto a quello dell'ISEE ordinario, oppure se si vuole aggiornare il solo patrimonio diminuito di oltre il 20%.
Quanto tempo resta valido? Sei mesi dalla presentazione. In caso di nuova variazione della situazione lavorativa o dei trattamenti va aggiornato entro due mesi.
La NASpI conta come reddito? Sì. I trattamenti assistenziali e previdenziali in corso di erogazione rientrano nel calcolo del reddito corrente.
Costa qualcosa? No. La presentazione è gratuita sia sul portale INPS sia tramite CAF.
Posso aggiornare solo il patrimonio? Sì, dal 2022. È la strada per chi ha venduto o consumato una parte consistente del patrimonio mobiliare rispetto all'anno di riferimento dell'ISEE ordinario.
Se l'ISEE corrente risulta più alto dell'ordinario, cosa succede? Resta rilasciato e valido. L'ente erogatore valuta l'ISEE presentato, quindi conviene fare la stima prima di richiederlo.
Serve rifare la DSU ordinaria? Solo se è scaduta o se è cambiata la composizione del nucleo. Il corrente si aggancia a quella già presentata nell'anno.
Fonti ufficiali
L'ISEE corrente è disciplinato dall'articolo 9 del D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159. I casi di accesso sono stati ampliati dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, che ha esteso lo strumento ai lavoratori autonomi e ha introdotto la soglia di variazione del reddito. La possibilità di aggiornare la componente patrimoniale è stata introdotta dal decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4. La presentazione della DSU, il calcolo e il rilascio dell'attestazione restano di competenza dell'INPS.
Per i controlli documentali sulle persone fisiche vedi verifica identità e certificato di residenza. Per la procedura completa di presentazione e l'elenco dei documenti vedi come si richiede l'ISEE e quali documenti servono.
Questa guida ha finalità informative e non sostituisce l'assistenza di un CAF o di un professionista per la valutazione del caso concreto. Vedi il disclaimer YMYL.