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Cos'è il DURC e come si richiede

Il DURC attesta che un'impresa è in regola con i contributi verso INPS, INAIL e Cassa Edile. Si ottiene gratis online in tempo reale, vale 120 giorni dalla richiesta e non può essere chiesto da chiunque: ecco chi è legittimato e cosa fare quando la verifica dà esito irregolare.

Contenuto redatto con l'assistenza di intelligenza artificiale e revisionato da un esperto qualificato (vedi autore).

Cos'è il DURC e come si richiede

Il DURC, Documento Unico di Regolarità Contributiva, è il certificato che attesta se un'impresa o un lavoratore autonomo è in regola con i versamenti previdenziali e assicurativi verso INPS, INAIL e, per l'edilizia, la Cassa Edile. Dal 1° luglio 2015 si ottiene esclusivamente per via telematica: la verifica è gratuita, produce un esito in tempo reale e genera un PDF chiamato "Durc On Line".

Il documento vale 120 giorni dalla data della richiesta. Due cose che generano equivoci: non lo può richiedere chiunque, e la regolarità che certifica è quella del giorno dell'interrogazione, non quella dei mesi successivi.

Cosa certifica, ente per ente

Ente Cosa viene verificato Chi riguarda
INPS Versamento dei contributi previdenziali su dipendenti e gestioni autonome Tutte le imprese e i lavoratori autonomi con posizione aperta
INAIL Pagamento dei premi assicurativi contro infortuni e malattie professionali Chi ha personale assicurato o è soggetto all'obbligo
Cassa Edile / Edilcassa Accantonamenti e contributi previsti dal CCNL edile Imprese che applicano il contratto dell'edilizia

L'esito è unico: basta un'irregolarità presso uno solo degli enti perché il DURC non venga rilasciato. La verifica avviene sul codice fiscale del soggetto, quindi copre la posizione nazionale e non la singola sede o il singolo cantiere.

C'è una tolleranza. Uno scostamento fra somme dovute e somme versate pari o inferiore a 150 euro per ciascuna gestione, compresi sanzioni e interessi, non è considerato grave e non blocca il rilascio.

Chi può richiederlo

L'articolo 1 del DM 30 gennaio 2015 elenca i soggetti legittimati a interrogare il sistema. In sintesi:

  • l'impresa o il lavoratore autonomo, sulla propria posizione;
  • le amministrazioni pubbliche procedenti e le stazioni appaltanti, pubbliche e private;
  • gli organismi di attestazione SOA;
  • le amministrazioni pubbliche concedenti, anche in materia di erogazioni e agevolazioni;
  • banche e intermediari finanziari, previa delega dell'impresa.

Un privato che vuole controllare un'impresa prima di affidarle un lavoro non rientra nell'elenco. La regolarità contributiva di un fornitore, per un committente ordinario, non è un dato liberamente consultabile: va chiesta all'impresa stessa, che può produrre il proprio DURC in corso di validità.

Come si richiede, passo per passo

  1. Accedi al portale di uno dei tre enti. Il servizio è lo stesso e condiviso: INPS, INAIL e CNCE alimentano la medesima banca dati.
  2. Autenticati con SPID, CIE o CNS. Gli intermediari abilitati, come i consulenti del lavoro, operano con le proprie credenziali sulle deleghe attive.
  3. Inserisci il codice fiscale del soggetto da verificare e il tipo di interrogazione.
  4. Attendi l'esito. Se la posizione è regolare il sistema restituisce subito il PDF; se esiste già un DURC valido per quel codice fiscale, la procedura rinvia a quel documento invece di generarne uno nuovo.

Non ci sono costi né bolli. La gratuità vale anche per le stazioni appaltanti e per gli intermediari.

Cosa contiene il PDF e come si legge

Il documento rilasciato sta in una pagina e ha una struttura fissa. I campi da guardare sono pochi:

  • Il numero di protocollo, nella forma INPS_ o INAIL_ seguita da una sequenza numerica. È il riferimento da citare nelle comunicazioni e permette a chi riceve il documento di risalire all'interrogazione originale.
  • Denominazione, codice fiscale e sede legale del soggetto verificato. Il codice fiscale è il dato che conta: se non coincide con quello del fornitore in fattura, il documento riguarda un altro soggetto.
  • La data della richiesta, da cui decorrono i 120 giorni, e la data di scadenza calcolata dal sistema.
  • L'esito, con la formula che dichiara la regolarità verso INPS, INAIL ed eventuale Cassa Edile. L'attestazione è cumulativa e non riporta i saldi.

Il PDF non è firmato digitalmente e non contiene un QR code. Chi lo riceve da un fornitore e vuole essere certo che sia autentico ripete l'interrogazione sul portale con il codice fiscale dell'impresa, quando ne ha titolo, oppure confronta il numero di protocollo con quello dichiarato dall'impresa. Un documento con data di richiesta molto arretrata merita comunque una verifica nuova: la validità formale copre 120 giorni, la situazione reale può essere cambiata il giorno dopo.

I 120 giorni e cosa significano davvero

La validità decorre dalla data dell'interrogazione, non da quella di un eventuale pagamento successivo. Nel periodo di validità lo stesso documento può essere usato per più procedure: una gara, un pagamento, una pratica di agevolazione.

Il limite sta nella natura della certificazione. Il DURC attesta la regolarità alla data in cui è stata chiesta, a prescindere da fatti sopravvenuti. Un'impresa regolare a gennaio può accumulare debiti contributivi a febbraio senza che il documento emesso perda formalmente efficacia. Per questo le stazioni appaltanti ripetono la verifica nei momenti chiave del rapporto, in particolare prima dei pagamenti.

Se l'esito è irregolare: la finestra dei 15 giorni

Quando la procedura non produce in tempo reale un esito di regolarità, l'ente competente invia una PEC all'interessato o al suo delegato con l'invito a regolarizzare entro un termine non superiore a 15 giorni dalla notifica.

L'invito ha un effetto sospensivo: blocca ulteriori verifiche e vale per tutte le interrogazioni che intervengono in quel termine, comunque per un periodo non superiore a 30 giorni dall'interrogazione che lo ha originato. Chi sana la posizione prima che la verifica si chiuda ottiene un DURC regolare, perché il rilascio tiene conto della regolarizzazione intervenuta. Il muro è il trentesimo giorno dalla prima richiesta: oltre, l'esito negativo viene comunicato a chi aveva interrogato il sistema, con l'indicazione degli importi a debito e delle cause di irregolarità.

Da qui discende una regola pratica: chi ha una rateizzazione in corso o una contestazione aperta con l'ente ha interesse a interrogare il sistema sulla propria posizione prima che lo faccia una stazione appaltante, per usare i 15 giorni senza avere un'aggiudicazione in bilico.

Il DURC di congruità è un altro documento

Nell'edilizia esiste una seconda verifica che viene spesso confusa con la prima. Il DURC di congruità, introdotto dal DM 143/2021, non guarda ai versamenti ma al rapporto fra costo della manodopera dichiarato e valore dei lavori edili: serve a intercettare il lavoro nero misurando quanta manodopera "manca" rispetto ai minimi di incidenza fissati per ciascuna lavorazione.

DURC On Line DURC di congruità
Cosa verifica Regolarità dei versamenti a INPS, INAIL, Cassa Edile Incidenza minima del costo della manodopera sui lavori edili
Riferimento DM 30 gennaio 2015 DM 143/2021
Ambito Tutte le imprese e i lavoratori autonomi Solo lavori edili
Soglia Nessuna Lavori pubblici sempre; lavori privati di valore complessivo pari o superiore a 70.000 euro
Quando serve In corso di rapporto, gare, pagamenti, agevolazioni Prima del saldo finale dell'opera

Nei lavori privati sopra soglia il saldo finale è subordinato all'attestazione di congruità, e chi dirige i lavori risponde della mancata verifica. La soglia dei 70.000 euro si calcola sul valore complessivo dell'opera, comprese le attività non edili, mentre la percentuale di incidenza si applica alla sola quota di lavori edili.

Quando serve avere un DURC regolare

Negli appalti pubblici le gravi violazioni contributive definitivamente accertate sono causa di esclusione ai sensi del Codice dei contratti pubblici, e la regolarità va mantenuta per tutta la durata dell'affidamento. Le amministrazioni verificano la posizione del creditore anche prima di liquidare una fattura. Il DURC è però solo uno dei documenti che una stazione appaltante controlla: l'elenco completo, con i tempi di rilascio di ciascuno, è in quali visure servono per partecipare a una gara d'appalto.

Fuori dagli appalti il DURC condiziona l'accesso ai benefici normativi e contributivi, dagli sgravi agli incentivi all'assunzione, e compare nell'istruttoria o nel saldo di bandi, fondi e crediti d'imposta. Gli organismi SOA lo verificano quando un'impresa chiede l'attestazione di qualificazione.

Cosa può controllare chi non è legittimato

Se il DURC di un'impresa non ti è accessibile, restano le fonti pubbliche, che raccontano un pezzo diverso della stessa storia. La visura camerale ordinaria mostra se la società è attiva, chi la rappresenta e se risultano procedure concorsuali in corso. La visura camerale storica aggiunge la sequenza delle modifiche, utile quando la compagine o la sede cambiano spesso.

Sul fronte del rischio finanziario, la presenza di protesti o di iscrizioni pregiudizievoli è un indicatore più immediato di una difficoltà di cassa: come si verifica è spiegato in come sapere se un'azienda ha protesti o pregiudizievoli. Il quadro completo dei controlli da fare prima di pagare è raccolto in come verificare l'affidabilità di un fornitore italiano.

Domande frequenti

Il DURC costa qualcosa? No. L'interrogazione e il rilascio sono gratuiti per tutti i soggetti legittimati, senza bolli né diritti.

Posso chiedere il DURC di un'altra azienda? Solo se rientri fra i soggetti dell'articolo 1 del DM 30 gennaio 2015, per esempio come stazione appaltante o come banca con delega. Un committente privato ordinario chiede il documento all'impresa.

Quanto tempo serve per ottenerlo? Se la posizione è regolare l'esito è immediato. Se emerge un'irregolarità si apre la procedura di invito a regolarizzare, che porta la definizione entro trenta giorni dalla prima interrogazione.

Un'impresa senza dipendenti ha bisogno del DURC? Sì, se ha una posizione contributiva aperta. La verifica riguarda anche i titolari iscritti alle gestioni autonome INPS.

Il DURC scaduto si rinnova? Non si rinnova: si effettua una nuova interrogazione, che genera un documento nuovo con una nuova decorrenza di 120 giorni.

Un debito contributivo rateizzato blocca il DURC? No, se il piano di rateizzazione è stato concesso e le rate sono in regola. La posizione si considera regolare finché il piano viene rispettato.

Un fornitore mi ha mandato il suo DURC: come faccio a sapere se è autentico? Confronta il numero di protocollo e il codice fiscale riportati sul PDF con quanto dichiarato dall'impresa, e controlla la data della richiesta. Se sei una stazione appaltante o rientri fra i soggetti legittimati, la verifica affidabile è una nuova interrogazione sul portale, che restituisce la situazione aggiornata invece di una fotografia vecchia di mesi.

Il DURC deve essere intestato alla stazione appaltante che lo richiede? No. Il documento è unico per soggetto verificato e chiunque sia legittimato può usarlo nel periodo di validità. Se al momento della richiesta esiste già un DURC valido per quel codice fiscale, il sistema rinvia a quello anziché generarne uno nuovo.

Una società inattiva o senza posizioni aperte può ottenere il DURC? Se non esistono posizioni contributive aperte presso alcun ente, il sistema non ha nulla da verificare e non rilascia il documento. In quel caso alla stazione appaltante si produce una dichiarazione sostitutiva che attesta l'assenza di obblighi contributivi.

Fonti ufficiali

La disciplina del DURC telematico è contenuta nel decreto interministeriale del 30 gennaio 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° giugno 2015 in attuazione dell'articolo 4 del D.L. 34/2014. Il servizio operativo è quello descritto nella scheda INPS "Durc online", condiviso con INAIL e con le Casse Edili tramite CNCE. Le cause di esclusione per violazioni contributive nelle gare pubbliche sono disciplinate dal D.Lgs. 36/2023. La verifica di congruità della manodopera in edilizia è regolata dal DM 143/2021.

Disclaimer

I contenuti hanno valore informativo e non costituiscono consulenza professionale. Per la gestione di posizioni contributive irregolari, di rateizzazioni e di contenziosi con gli enti previdenziali rivolgersi a un consulente del lavoro o a un professionista abilitato. Vedi disclaimer YMYL.

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Fonti ufficiali