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Quando si può andare in pensione e come si calcola l'importo: le regole 2026

Nel 2026 si va in pensione di vecchiaia a 67 anni con 20 anni di contributi, oppure in anticipo con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi per le donne), a qualsiasi età. Quota 103 e Opzione Donna non ci sono più. Dal 2027 i requisiti salgono di un mese. Come si calcola l'assegno con il sistema contributivo, con un esempio in numeri.

Contenuto redatto con l'assistenza di intelligenza artificiale e revisionato da un esperto qualificato (vedi autore).

Quando si può andare in pensione e come si calcola l'importo: le regole 2026

Nel 2026 le strade principali per andare in pensione sono due. La pensione di vecchiaia si ottiene a 67 anni con almeno 20 anni di contributi. La pensione anticipata si ottiene a qualsiasi età con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Quota 103 e Opzione Donna non sono state rinnovate dalla legge di bilancio 2026 e restano solo per chi aveva maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025.

L'importo dipende dal sistema di calcolo che ti si applica, e quello dipende da quando hai iniziato a versare. Per chi ha cominciato a lavorare dal 1996 il conto è interamente contributivo: conta quanto hai versato, rivalutato nel tempo, e l'età a cui esci.

Le uscite possibili nel 2026

Tipo di pensione Età Contributi Condizioni
Vecchiaia 67 anni 20 anni Per chi è nel sistema contributivo, assegno almeno pari all'assegno sociale
Vecchiaia contributiva 71 anni 5 anni di contribuzione effettiva Solo primo accredito dal 1996, nessuna soglia di importo
Anticipata ordinaria Qualsiasi 42 anni e 10 mesi (uomini), 41 anni e 10 mesi (donne) Decorrenza dopo 3 mesi dalla maturazione
Anticipata contributiva 64 anni 20 anni di contribuzione effettiva Solo primo accredito dal 1996, assegno almeno 3 volte l'assegno sociale
Ape sociale 63 anni e 5 mesi 30 o 36 anni, secondo la categoria Disoccupati, caregiver, invalidi, addetti a lavori gravosi

La contribuzione effettiva comprende i contributi obbligatori, volontari e da riscatto. Esclude quelli figurativi, come la malattia o la disoccupazione indennizzata, che invece valgono per la pensione di vecchiaia ordinaria.

Per i lavoratori dipendenti la pensione di vecchiaia richiede la cessazione del rapporto di lavoro. Chi vuole restare al lavoro dopo i 67 anni può farlo, ma la pensione parte solo quando il rapporto si chiude.

Le soglie di importo per chi è nel sistema contributivo

L'assegno sociale 2026 vale 546,24 euro al mese. È il metro con cui si misurano le soglie di accesso per chi ha il primo contributo dal 1° gennaio 1996.

Uscita Soglia minima del primo assegno lordo mensile
Vecchiaia a 67 anni 546,24 euro (1 volta l'assegno sociale)
Anticipata a 64 anni, uomini e donne senza figli 1.638,72 euro (3 volte)
Anticipata a 64 anni, donne con un figlio 1.529,47 euro (2,8 volte)
Anticipata a 64 anni, donne con due o più figli 1.420,22 euro (2,6 volte)

Chi non raggiunge la soglia a 67 anni resta in attesa dei 71. Dal 2030 la soglia per l'anticipata a 64 anni salirà a 3,2 volte l'assegno sociale.

Cosa cambia dal 2027

I requisiti sono agganciati alla speranza di vita. L'aggiornamento avrebbe comportato tre mesi in più dal 2027, ma la legge di bilancio 2026 lo ha distribuito su due anni: un mese in più dal 1° gennaio 2027 e altri due mesi dal 1° gennaio 2028.

Requisito 2026 2027 2028
Vecchiaia 67 anni 67 anni e 1 mese 67 anni e 3 mesi
Vecchiaia contributiva 71 anni 71 anni e 1 mese 71 anni e 3 mesi
Anticipata contributiva 64 anni e 20 di contributi 64 anni e 1 mese, 20 anni e 1 mese di contributi 64 anni e 3 mesi, 20 anni e 3 mesi di contributi

Sono esclusi dall'aumento, alle condizioni previste dalla legge, gli addetti ad attività usuranti e ad alcune attività gravose. Nel 2029 è previsto un nuovo adeguamento, perché l'aggiornamento è biennale.

Come si calcola l'importo

Il sistema di calcolo dipende dai contributi che avevi al 31 dicembre 1995.

Contributi al 31 dicembre 1995 Sistema Come funziona
Almeno 18 anni Misto: retributivo fino al 2011, contributivo dopo La quota retributiva vale circa il 2% delle retribuzioni medie per ogni anno
Meno di 18 anni Misto: retributivo fino al 1995, contributivo dopo La parte contributiva pesa di più per ogni anno trascorso
Nessuno, primo accredito dal 1996 Contributivo puro Montante per coefficiente di trasformazione

Il calcolo contributivo in tre passaggi

  1. Il montante. Ogni anno si accantona una percentuale della retribuzione imponibile: per i dipendenti del settore privato è il 33%. Il totale viene rivalutato ogni anno in base alla media quinquennale del PIL nominale.
  2. Il coefficiente di trasformazione. Il montante si moltiplica per un coefficiente che cresce con l'età di uscita. Per il biennio 2025-2026 va dal 4,204% a 57 anni al 5,608% a 67 anni, fino al 6,655% a 71 anni.
  3. La rata. Il risultato è la pensione lorda annua, che si divide per 13 mensilità.

Un esempio in numeri

Prendiamo un montante di 300.000 euro.

Età di uscita Coefficiente 2025-2026 Pensione lorda annua Rata lorda mensile
64 anni 5,088% 15.264 euro 1.174 euro
67 anni 5,608% 16.824 euro 1.294 euro

Con questo montante l'uscita a 64 anni non è possibile per un uomo, perché 1.174 euro sono sotto la soglia di 1.638,72 euro. A 67 anni la soglia è rispettata senza difficoltà. Lo stesso montante produce 1.560 euro in più all'anno se si aspettano tre anni, prima ancora di contare i contributi versati nel frattempo.

Da dove partire per fare i conti

Il dato di partenza è la tua posizione contributiva. L'estratto contributivo INPS mostra settimane e retribuzioni registrate. Un periodo mancante sposta sia la data di uscita sia l'importo. Conviene controllarlo qualche anno prima di chiedere la pensione, non al momento della domanda, perché i contributi non versati si prescrivono in cinque anni.

Sul portale INPS, dopo l'accesso con SPID, CIE o CNS, il servizio di simulazione della pensione futura usa i dati dell'estratto per stimare data e importo. Se nell'estratto manca un periodo, anche la stima è sbagliata, e il servizio non lo segnala. Se preferisci non scaricarlo di persona, l'estratto contributivo può essere recuperato per tuo conto.

Domande frequenti

Quota 103 esiste ancora nel 2026? No, per le nuove domande. Chi ha maturato 62 anni di età e 41 di contributi entro il 31 dicembre 2025 conserva il diritto e può presentare domanda anche nel 2026.

Opzione Donna è stata prorogata? No. Vale la stessa salvaguardia: può uscire solo chi aveva maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025.

Quanto prima bisogna fare domanda? La domanda si presenta all'INPS online, tramite Contact Center o patronato, in prossimità della maturazione dei requisiti. Per l'anticipata ordinaria la pensione decorre tre mesi dopo la maturazione, quindi conviene muoversi prima.

Si può lavorare dopo essere andati in pensione? Con la pensione di vecchiaia e con l'anticipata ordinaria sì, senza limiti. Per le uscite anticipate con requisiti speciali, come l'Ape sociale, valgono limiti ai redditi da lavoro fino all'età della vecchiaia.

Il riscatto della laurea conviene? Dipende da quanti anni ti mancano e dal sistema di calcolo. Aumenta i contributi, quindi può anticipare l'uscita, ma ha un costo che va confrontato con l'aumento di pensione. Una simulazione sui dati dell'estratto contributivo è il primo passo.

I contributi versati all'estero contano? Sì, nei Paesi dell'Unione europea e in quelli con cui l'Italia ha una convenzione bilaterale, con le regole della totalizzazione internazionale. Ogni Paese paga poi la sua quota.

Fonti ufficiali

I requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e anticipata e il loro adeguamento alla speranza di vita sono disciplinati dall'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201. La legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha graduato l'aumento dei requisiti per il 2027 e il 2028 e non ha rinnovato Quota 103 e Opzione Donna. Il calcolo contributivo nasce con la legge 8 agosto 1995, n. 335. Gestione delle domande, simulazioni e importi aggiornati fanno capo all'INPS, mentre il Ministero del Lavoro aggiorna i coefficienti di trasformazione.

Per i controlli documentali sulle persone fisiche vedi verifica identità.

Questa guida ha finalità informative e non sostituisce l'assistenza di un patronato o di un consulente previdenziale per la verifica dei requisiti nel caso concreto. Vedi il disclaimer YMYL.

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Fonti ufficiali