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Come si individuano gli eredi di una persona defunta

Gli eredi si individuano ricostruendo la famiglia del defunto dagli atti di stato civile, verificando al Registro generale dei testamenti se esiste una scheda testamentaria, e applicando l'ordine successorio del codice civile. Chi è chiamato all'eredità non è ancora erede: lo diventa con l'accettazione, che ha un termine di dieci anni. Documenti, quote, tempi e cosa fare quando un chiamato non si trova.

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Come si individuano gli eredi di una persona defunta

Gli eredi si individuano con tre verifiche in sequenza: si ricostruisce la famiglia del defunto dagli atti di stato civile, si controlla al Registro generale dei testamenti se esiste una scheda testamentaria, e si applica l'ordine successorio previsto dal codice civile a chi risulta in vita alla data del decesso. La successione si apre nel momento della morte, nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto.

Va tenuta ferma una distinzione che decide molte controversie. Chi la legge indica come successibile è un chiamato all'eredità, non ancora un erede: lo diventa con l'accettazione, espressa o tacita, e ha dieci anni di tempo per farlo. Fino a quel momento non risponde dei debiti e non può disporre dei beni.

Chi sono i successibili, e in quale ordine

Il codice civile chiama alla successione per categorie. Se esiste una categoria in vita, quelle successive restano escluse, con l'eccezione del coniuge che concorre con le altre.

Situazione alla data del decesso Chi succede Quote
Coniuge, nessun figlio, nessun ascendente o fratello Coniuge Tutto
Coniuge e un figlio Coniuge e figlio Metà ciascuno
Coniuge e due o più figli Coniuge e figli Un terzo al coniuge, due terzi ai figli in parti uguali
Solo figli Figli Parti uguali
Coniuge, genitori o fratelli, nessun figlio Coniuge, ascendenti e fratelli Due terzi al coniuge, un terzo agli altri
Nessun coniuge e nessun discendente Genitori, fratelli e sorelle Secondo le regole degli artt. 568 e seguenti
Nessun parente entro il sesto grado Stato Tutto

Al coniuge superstite spetta inoltre il diritto di abitazione sulla casa familiare e l'uso dei mobili che la arredano, indipendentemente dalla quota.

Due istituti cambiano il risultato del calcolo. La rappresentazione fa subentrare i discendenti di un figlio o di un fratello premorto, che prendono la quota del loro ascendente. La rinuncia di un chiamato, invece, lo considera come mai chiamato: la sua quota si accresce agli altri della stessa categoria, salvo che operi la rappresentazione.

Quando esiste un testamento, le quote seguono la volontà del defunto, con il limite delle quote riservate ai legittimari, cioè coniuge, figli e, in mancanza di figli, ascendenti.

I documenti con cui si ricostruisce la linea

  1. Il certificato di morte, rilasciato dal Comune dove il decesso è stato registrato. Fissa la data di apertura della successione, che è la data a cui va fotografata l'intera famiglia.
  2. Lo stato di famiglia storico alla data del decesso, chiesto al Comune di ultima residenza. Mostra il nucleo convivente in quel momento, non quello attuale.
  3. Gli estratti degli atti di nascita e di matrimonio del defunto, con le annotazioni a margine. Le annotazioni riportano matrimoni, separazioni, divorzi e riconoscimenti di figli, ed è lì che compaiono i rapporti che nessuno ricorda.
  4. Gli atti di nascita dei figli e dei fratelli, e dei loro discendenti quando un chiamato è premorto.
  5. I certificati di morte dei chiamati premorti, necessari per stabilire se opera la rappresentazione e chi subentra.
  6. Un certificato di stato civile aggiornato di ogni chiamato individuato, per confermarne l'esistenza in vita e la residenza attuale.

I certificati anagrafici dei residenti in Italia si scaricano da ANPR con SPID, CIE o CNS. Gli atti storici, quelli anteriori all'informatizzazione, vanno invece chiesti direttamente all'ufficio di stato civile del Comune che li ha formati, e per le linee che passano dall'estero servono gli atti consolari o esteri con traduzione.

La ricostruzione si ferma al sesto grado di parentela. Oltre quel limite l'eredità si devolve allo Stato, che non può rinunciare.

Verificare se esiste un testamento

Il controllo sul Registro generale dei testamenti è il passaggio che viene saltato più spesso, e quello che rimette in discussione tutto il resto quando emerge in ritardo.

Il registro è tenuto dall'Ufficio centrale degli archivi notarili del Ministero della Giustizia e raccoglie le schede dei testamenti pubblici, dei testamenti segreti e di quelli olografi depositati presso un notaio. Il certificato si richiede con un modello dedicato, allegando il certificato di morte, e chiunque può ottenerlo dopo il decesso.

Il registro ha due limiti da conoscere. Non contiene i testamenti olografi conservati in casa o affidati a un privato, che restano invisibili finché qualcuno non li produce. E copre le sole schede iscritte in Italia: per una ricerca all'estero serve una domanda agli omologhi registri stranieri, prevista dalla Convenzione di Basilea del 1972 per i Paesi aderenti.

Un olografo trovato dopo la divisione non è privo di effetti. Apre la strada alla petizione di eredità da parte di chi era stato escluso, con il rischio di dover restituire beni già venduti.

Chiamato all'eredità ed erede non sono la stessa cosa

L'accettazione può essere espressa, con dichiarazione in un atto pubblico o in una scrittura privata, oppure tacita quando il chiamato compie un atto che presuppone la qualità di erede. Vendere un bene ereditario, volturare a proprio nome un immobile del defunto o pagarne i debiti valgono come accettazione, anche senza alcuna dichiarazione.

Il diritto di accettare si prescrive in dieci anni dall'apertura della successione. Chi ha interesse a chiudere l'incertezza prima, per esempio un creditore, può chiedere al tribunale di fissare un termine entro cui il chiamato deve decidere: scaduto quel termine senza risposta, perde il diritto di accettare.

L'accettazione con beneficio d'inventario tiene separato il patrimonio del defunto da quello dell'erede, che così risponde dei debiti ereditari nei soli limiti di quanto ha ricevuto. È obbligatoria quando fra i chiamati ci sono minori, interdetti o enti, e va usata ogni volta che i debiti del defunto non sono noti con certezza.

La rinuncia richiede una forma precisa: una dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, inserita nel registro delle successioni. Una rinuncia verbale o scritta fra parenti non produce alcun effetto.

Quando un chiamato non si trova

Se nessun chiamato ha accettato e il patrimonio resta senza titolare, il tribunale nomina su istanza un curatore dell'eredità giacente. Il curatore amministra i beni, forma l'inventario, paga i debiti sotto controllo del giudice e conserva il patrimonio fino a quando un erede accetta o la successione si devolve allo Stato.

Lo strumento serve soprattutto ai creditori, che senza un soggetto contro cui agire non possono recuperare nulla, e a chi deve trattare con una proprietà di cui nessuno risponde, per esempio in un condominio con spese arretrate.

Gli adempimenti dopo l'individuazione

La dichiarazione di successione va presentata all'Agenzia delle Entrate entro dodici mesi dalla data di apertura della successione, in via telematica. È esonerato chi eredita da coniuge o parenti in linea retta quando l'attivo non supera i 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

Per le banche e per molte amministrazioni serve poi una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà o un atto notorio che identifichi gli eredi e indichi se esiste un testamento. Gli istituti di credito non liberano le somme del defunto senza quel documento e senza la prova dell'avvenuta dichiarazione di successione.

Per gli immobili resta la voltura catastale, che aggiorna l'intestazione presso il catasto. Nella maggior parte dei casi viene generata in automatico dalla dichiarazione di successione, e va comunque verificata: una voltura mancante blocca la vendita successiva.

Quando conviene una ricerca professionale

La ricostruzione fatta in proprio regge quando la famiglia è nota e i chiamati sono pochi. Diventa impraticabile con linee che passano da più Comuni, con discendenti emigrati, o quando serve stabilire non solo chi è chiamato, ma chi ha già accettato.

Per questi casi esistono due strumenti distinti. La ricerca dei chiamati all'eredità individua tutti i successibili secondo l'ordine del codice civile, a prescindere dalla loro decisione, ed è quella che serve a notai e avvocati per aprire una pratica. La ricerca degli eredi con accettazione tacita filtra invece chi ha compiuto atti che valgono come accettazione, ed è il documento utile a un creditore che deve individuare un soggetto contro cui agire.

Prima di avviare una qualsiasi ricerca conviene verificare l'esattezza dei dati anagrafici di partenza, a cominciare dal codice fiscale del defunto: un dato errato produce una ricostruzione su una persona diversa. Su come funzionano le identità digitali che danno accesso ai portali anagrafici, la guida su SPID e CIE spiega le differenze.

Domande frequenti

Chi eredita se non ci sono parenti? In mancanza di parenti entro il sesto grado l'eredità si devolve allo Stato. L'acquisto opera di diritto, senza bisogno di accettazione, e lo Stato risponde dei debiti nei limiti del valore dei beni ricevuti.

Il convivente di fatto è erede? No, non nella successione legittima. Il convivente ha diritto di continuare ad abitare nella casa comune per un periodo determinato dalla legge sulle unioni civili e convivenze, ma non succede nel patrimonio senza un testamento a suo favore.

Quanto tempo ho per accettare l'eredità? Dieci anni dall'apertura della successione. Il termine si interrompe con l'accettazione e può essere abbreviato dal tribunale su istanza di chi vi ha interesse.

Come faccio a sapere se un parente lontano mi ha lasciato qualcosa? Serve il certificato del Registro generale dei testamenti, che indica se esiste una scheda a nome del defunto e presso quale notaio è depositata. Il registro non comunica nulla in automatico ai chiamati.

Posso rinunciare solo a una parte dell'eredità? No. L'accettazione e la rinuncia riguardano l'intera quota, e non possono essere sottoposte a condizione o a termine.

Ho pagato le utenze del defunto: ho accettato l'eredità? Gli atti di semplice conservazione e amministrazione temporanea non valgono come accettazione. Il confine è sottile e viene valutato caso per caso, per cui su importi rilevanti conviene sentire un professionista prima di pagare.

Gli eredi rispondono dei debiti del defunto? Chi accetta puramente e semplicemente risponde dei debiti anche oltre il valore dei beni ricevuti. L'accettazione con beneficio d'inventario limita la responsabilità a quanto ereditato.

Fonti ufficiali

La disciplina è nel libro secondo del codice civile: l'apertura della successione e la delazione agli articoli 456 e seguenti, l'accettazione e la rinuncia agli articoli 470 e seguenti, l'ordine dei successibili agli articoli 565 e seguenti, l'eredità giacente all'articolo 528. Il Registro generale dei testamenti è tenuto dall'Ufficio centrale degli archivi notarili del Ministero della Giustizia, che pubblica la modulistica per la richiesta del certificato. L'Agenzia delle Entrate pubblica le istruzioni e il software per la dichiarazione di successione telematica, con i casi di esonero. I certificati anagrafici e di stato civile dei residenti in Italia si ottengono da ANPR, gestita dal Ministero dell'Interno.

Disclaimer

I contenuti hanno valore informativo e non costituiscono consulenza legale o fiscale. Quote, termini e responsabilità per i debiti dipendono dalla situazione concreta e dall'eventuale testamento: per la propria posizione rivolgersi a un notaio o a un avvocato. Vedi disclaimer YMYL.

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Fonti ufficiali