Come controllare una targa spagnola o francese: cosa puoi verificare davvero
Il PRA non legge le targhe estere. In Spagna il registro della DGT rilascia un informe sulla targa a pagamento; in Francia HistoVec è gratuito ma lo genera solo il proprietario, mentre il certificato di situazione amministrativa lo puoi chiedere tu. Quali dati ottieni in ciascun paese, cosa devi farti consegnare dal venditore e come funziona l'IVA su un usato intracomunitario.
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Come controllare una targa spagnola o francese
Il Pubblico Registro Automobilistico non contiene veicoli immatricolati all'estero, quindi su una targa spagnola o francese una visura PRA non restituisce nulla. Il controllo va fatto nel paese di immatricolazione, e le due regole di accesso sono opposte fra loro.
In Spagna il registro dei veicoli della DGT rilascia un rapporto sulla targa a chiunque lo richieda, pagando la tassa prevista. In Francia il rapporto storico HistoVec è gratuito, ma lo può generare solo il titolare della carta di circolazione, che poi ne condivide il link con l'acquirente. Se il venditore francese si rifiuta di generarlo, quella strada è chiusa.
Chi può interrogare cosa
| Spagna | Francia | Italia | |
|---|---|---|---|
| Registro | DGT, Registro de Vehículos | SIV, Ministère de l'Intérieur | PRA, gestito da ACI |
| Rapporto storico | Informe de vehículo | HistoVec | Visura PRA storica |
| Chi lo richiede | Chiunque | Solo il titolare | Chiunque |
| Costo del rapporto | Tassa fissata dalla DGT | Gratuito | Tariffa del servizio |
| Documento libero per l'acquirente | Consultazioni ridotte online | Certificato di situazione amministrativa | Visura PRA semplice |
L'ultima riga è quella che risolve la maggior parte delle trattative francesi: anche senza HistoVec, il certificato di situazione amministrativa lo puoi chiedere tu.
Spagna: l'informe de vehículo della DGT
La DGT tiene il registro nazionale dei veicoli e ne rilascia un rapporto a partire dalla targa o dal numero di telaio. Contiene le informazioni che contano prima di un acquisto.
- Numero di trasferimenti di proprietà subiti dal veicolo, senza i nomi dei titolari, che restano dati personali non divulgabili.
- Gravami iscritti: riserva di dominio a garanzia di un finanziamento, pignoramenti, precinto disposto dall'autorità.
- Stato dell'ITV, cioè la revisione periodica spagnola, con la data di scadenza.
- Copertura assicurativa risultante alla data della consultazione.
- Eventuale cancellazione dal registro, temporanea o definitiva, compresa quella per esportazione.
Il numero dei passaggi vale come indicatore indiretto. Una utilitaria di otto anni con sei trasferimenti alle spalle segnala qualcosa che nessun annuncio scrive.
Il rapporto completo è a pagamento e la tassa è fissata dalla DGT; l'importo aggiornato si legge sulla sede elettronica dell'ente. Restano invece libere alcune consultazioni ridotte, utili per un primo filtro sulla revisione e sulla copertura assicurativa.
I documenti da farsi mostrare dal venditore spagnolo
Il permiso de circulación identifica il veicolo e il titolare. La ficha técnica, chiamata anche tarjeta ITV, riporta i dati tecnici e i timbri delle revisioni superate. Va aggiunta la ricevuta dell'imposta comunale sui veicoli, l'IVTM: senza il pagamento in regola la DGT non registra il trasferimento, e il debito segue il mezzo.
Per portare l'auto fuori dalla Spagna serve la cancellazione per esportazione presso la DGT. Chiedila prima di pagare, perché è il passaggio che il venditore privato tende a dimenticare.
Francia: HistoVec e il certificato di situazione amministrativa
HistoVec è il servizio ufficiale del Ministero dell'Interno. Il titolare si autentica, genera un rapporto sul proprio veicolo e trasmette il collegamento a chi vuole. Chi lo riceve legge la data di prima immatricolazione, la successione dei titolari, la situazione amministrativa del mezzo e i chilometraggi rilevati ai controlli tecnici.
Un venditore in buona fede non ha motivo di negarlo, visto che gli costa qualche minuto e nulla in denaro. Il rifiuto è già un'informazione.
Il certificat de situation administrative, che tutti chiamano ancora certificato di non gravame, si richiede invece direttamente sul sistema del Ministero dell'Interno. Servono la targa, la data di prima immatricolazione e il numero di formula della carta di circolazione, che il venditore deve comunicarti. Dichiara se sul veicolo pesano un pegno, un'opposizione al trasferimento, una segnalazione di furto o una procedura per veicolo danneggiato.
C'è un termine da rispettare: alla vendita il certificato deve essere stato emesso da meno di quindici giorni. Uno più vecchio non vale, e chiederne uno nuovo il giorno prima della firma è la cautela minima.
Il controllo tecnico e la carta di circolazione
Per la cessione di un veicolo con più di quattro anni il controllo tecnico deve risultare effettuato da meno di sei mesi. È l'equivalente francese della revisione e il verbale elenca i difetti riscontrati, quindi leggilo prima di trattare il prezzo.
Alla firma il venditore barra la carta di circolazione con data e firma, dichiara la cessione sul portale amministrativo francese e ti consegna il modulo di cessione. Senza quella dichiarazione il veicolo resta a suo nome nel registro francese, con le conseguenze che immagini sulle contravvenzioni successive.
Quanto costa in imposte portarla in Italia
Spagna e Francia sono nell'Unione europea, quindi non c'è dogana né dazio. L'IVA invece dipende da come il veicolo viene classificato.
Un mezzo di trasporto è considerato nuovo ai fini IVA quando ha percorso non più di 6.000 chilometri oppure quando sono passati non più di sei mesi dalla prima immatricolazione. Basta una delle due condizioni. In quel caso l'IVA si versa in Italia con la procedura prevista per gli acquisti intracomunitari, anche se compri da un privato.
Se il veicolo supera entrambe le soglie è usato a tutti gli effetti: l'IVA resta assolta nel paese di acquisto e in Italia non si versa nulla. Chi compra un'auto semestrale con pochi chilometri di solito non se lo aspetta, e la differenza sul prezzo finale è del 22 per cento.
Da targa estera a targa italiana
- Verifica la posizione del veicolo nel paese di origine, con l'informe della DGT o con HistoVec e il certificato di non gravame.
- Fatti consegnare i documenti originali di immatricolazione e la prova della cancellazione per esportazione, dove prevista.
- Definisci la posizione IVA prima del pagamento, applicando la regola dei sei mesi e dei 6.000 chilometri.
- Presenta la pratica di nazionalizzazione alla Motorizzazione, con la documentazione tecnica del veicolo.
- Immatricola e ricevi il Documento Unico di circolazione e di proprietà.
Solo alla fine di questo percorso il veicolo entra nel registro italiano. Da quel momento la visura PRA mostra intestazione, ipoteche e fermi sulla nuova targa, mentre la visura PRA storica ricostruisce le formalità iscritte nel tempo.
Se invece stai valutando in parallelo un usato già immatricolato in Italia, il confronto fra le due fonti è spiegato in come verificare lo storico di un veicolo dalla targa. Sul rischio di un blocco alla circolazione c'è come sapere se un'auto ha un fermo amministrativo.
Domande frequenti
Posso fare una visura PRA su una targa spagnola o francese? No. Il PRA registra solo i veicoli immatricolati in Italia. Sulla targa estera la ricerca non produce risultati.
Il venditore francese può rifiutarsi di darmi HistoVec? Sì, perché il rapporto lo genera solo lui. In quel caso restano il certificato di situazione amministrativa, che puoi chiedere tu, e il verbale del controllo tecnico.
L'informe della DGT mi dice chi erano i proprietari precedenti? No. Riporta quanti trasferimenti ci sono stati, non l'identità dei titolari, che è protetta dalla disciplina sui dati personali.
Chi ha pagato l'IVA se compro da un concessionario spagnolo? Dipende dal regime applicato. Su un usato venduto con il regime del margine l'imposta è già assolta e in Italia non si versa. Fatti indicare il regime in fattura prima dell'acquisto.
Il chilometraggio è certificato? In Francia HistoVec riporta le letture registrate ai controlli tecnici, quindi hai una serie datata. In Spagna il dato risulta dalle ITV e va richiesto o letto sulla tarjeta ITV.
Posso circolare in Italia con la targa estera mentre aspetto? No, se risiedi in Italia. La nazionalizzazione va fatta nei termini previsti e nel frattempo il veicolo si sposta con targa di transito o su carrello.
Fonti ufficiali
Il registro dei veicoli spagnolo e il rilascio dell'informe de vehículo fanno capo alla Dirección General de Tráfico, che pubblica anche l'importo aggiornato della tassa. HistoVec e il certificat de situation administrative sono servizi del Ministère de l'Intérieur francese. La nozione di mezzo di trasporto nuovo ai fini IVA e le procedure per gli acquisti intracomunitari sono illustrate dall'Agenzia delle Entrate. La nazionalizzazione e l'immatricolazione passano dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso il Portale dell'Automobilista; il Pubblico Registro Automobilistico è gestito dall'ACI.
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